mercoledì 10 gennaio 2024

Ivory - Emty Desires

 


Determinazione! È celato dietro a questa semplice locuzione, lo spirito che da sempre alimenta l’animo artistico degli Ivory, storica compagine con base operativa nell’hinterland torinese, da sempre artefice di un suono incentrato attorno ad una componente musicale, le cui coordinate stilistiche risultano essere affini ad un heavy rock di matrice classica, caratterizzato dalla verve e dalla sagacia di versante compositivo che, il più delle volte, riesce a porre l’accento su qualità peculiari d’indubbio valore artistico. Una longeva carriera alle spalle, il nuovo album "Alien Nation" passato da poco fra le nostre pagine, di carne al fuoco per un’intervista face to fece ne trovate a iosa, parola al chitarrista Salvo Vecchio ed al bassista Luca Bernazzi...

Intervista raccolta da: Beppe "HM" Diana

Ciao Salvo e benvenuto sulle nostre pagine, grazie per il tempo prezioso che ci stai volendo dedicare, partiamo subito con il piede sull’acceleratore, passione, dedizione voglia di ributtarsi nella mischia, cosa c’è realmente dietro il nuovo capitolo discografico dei tuoi Ivory? 

Salvo: Ciao Beppe, sicuramente passione e dedizione. Creare musica per noi è un’esigenza a prescindere da dove essa arriverà o a chi arriverà. Lo sfogo creativo è qualcosa di cui non possiamo fare a meno e, da quando ho allestito il mio piccolo home studio durante il primo lockdown, registro continuamente idee che poi si trasformano in canzoni complete.

Ok, capisco, come e quando è nata l’esigenza in voi di uscire nuovamente allo scoperto con un full lenght album visto che il precedente mini cd era uscito relativamente da pochi mesi? 

Salvo: Proprio perché avendo la totale libertà di registrare quando e come mi pare, sono completamente cambiate le nostre dinamiche di gestione della band. In passato si facevano interminabili prove, poi si andava in studio e le cose si dilungavano, sebbene fosse molto bello avere una maggiore interazione e certamente ci si vedeva molto di più. Oggi abbiamo passato i quaranta, tra lavoro e famiglia diventa difficile vedersi con la stessa assiduità e quindi, dedicando alla musica ogni momento libero della giornata, faccio le basi dei pezzi e le mando agli altri per arrangiarli con le loro idee. Subito dopo l’ep, sulla scia dell’entusiasmo dei buoni risultati ottenuti, mi sono rimesso al lavoro e ho virato un po’ più verso il prog per Alien Nation!

La pubblicazione di “Alien Nation” continua la collaborazione con la storica  Underground Symphony dell’amico Maurizio Chiarello, una sorta di cerchio che si chiude, per cui quanto è importante per una band come la vostra sapere di poter contare sull'appoggio di un’etichetta che crede nel vostro potenziale?

Salvo: Con Maurizio, come sai, c’è prima di tutto una amicizia di lunga data. Di fatto è un cerchio che si chiude perché con lui cominciammo e finalmente siamo riusciti ad imbastire una bella collaborazione, basata sulla comune passione per la musica. Quando ci vediamo passiamo pomeriggi a raccontarci aneddoti che non fanno altro che alimentare il piacere di lavorare insieme. E’ stato un pioniere in questo ambito in Italia, meriterebbe decisamente di più, considerando la quantità di talenti che ha scoperto e lanciato e la qualità dei suoi prodotti. Inoltre i packaging Underground Symphony credo siano i migliori sul mercato, per gli appassionati come noi dei CD fisici è un grande plus.

Il titolo del disco si presta a diversi significati tipo alienazione, nazione aliena ed altri, puoi parlarcene?

Luca: Sì, il titolo gioca proprio su questa plusvalenza di significati, la canzone omonima è una sorta di metafora: la nazione aliena è la società moderna con le sue contraddizioni, in particolare la “modernità liquida” di cui parlava il sociologo Bauman, nella quale tutto è privo di continuità e consistenza, la cultura, le relazioni ecc. Una modernità che per alcuni può essere aliena ed anche alienante. Il disco presenta un trittico che tratta di queste tematiche: alien nation, appunto, empty desires e liquid world crunch.

A livello di tematiche ed atmosfere, si ha quasi l'impressione di trovarsi al cospetto di un concept album, non so perchè, ma a guardare lo splendido artwork di Gianluca Carlini, mi è venuto subito in mente un film come “Minority Report”....

Salvo: Non l’ho visto….di fatto c’è un comune denominatore tra i testi e per la copertina abbiamo giocato con la duplice possibilità di lettura del titolo, Alien Nation/Alienation. Gianluca della Jahn Vision Art è stato bravissimo ad occuparsi di tutto l’artwork (come anche per l’ep A Social Desease) e a farci il lyrics video di The Mask, primo singolo estratto dal disco.

Luca: e comunque, come per il precedente EP, i testi han un comune denominatore, ovvero l’uomo moderno, le sue maschere, passioni, paure e contraddizioni.

Un disco nel quale avete dato pieno sfogo alle vostre velleità artistiche con brani che richiamano alla mente classici di Purple, Theater ed i maestri Queensryche del periodo mediano..

Salvo: grazie per il complimento; a me gli accostamenti non dispiacciono affatto, anzi aiutano chi non ci conosce a capire che tipo di musica si faccia. Dream Theater, Fates Warning e Queensryche sono le mie band preferite in ambito prog, alle quali accosto Van Halen, Extreme e Mr Big per quel che concerne la mia passione per il rock più classico e tecnico. Tra le mie preferenze italiche mi fa piacere citare Athena XIX, Eldritch, primi Labyrinth e i cari Knockout !!

Luca: Un disco come Parallels è un must per ogni amante del prog raffinato e non può che essere una fonte di ispirazione. Io, ultimamente, ho scoperto i DGM, nel senso che ho iniziato ad ascoltarli seriamente e mi piacciono moltissimo.

Capisco, quindi siete entrati in studio sapendo già come sarebbero dovuti venire fuori i brani, oppure qualcuno di questi ha subito delle piccole modifiche in fase di registrazione?

Salvo: Mattia Stancioiu, degli Elnor Studios, ha fatto tutto il lavoro per determinare il sound finale dell’album (così come per il precedente ep). E’ stato super professionale e paziente; gli ho fornito le d.i. di chitarra e basso, poi lì abbiamo registrato la batteria di Claudio, le voci di Dave e aggiunto le tastiere di Antony, poi Matt ha dato al tutto un sound moderno ma allo stesso tempo dinamico e pulito. Temo che lo stresserò anche per i miei prossimi lavori!!!

In che modo è cambiato il vostro modo di rapportarvi con la musica concepita e suonata in tutto questo lasso di tempo? Pensi che gli automatismi che regolavano il processo di composizione all’interno della band, siano cambiati rispetto ad un recente passato?

Salvo: decisamente, come ti dicevo, il modus operandi è totalmente cambiato; anche prima ero quello che portava il grosso delle idee strumentali, ma ora, di otto pezzi su nove ho scritto tutte le musiche e di due anche i testi. Poi ognuno, quando riceve i demo dei brani, mette il suo. Claudio ha cambiato tantissimo le parti di batteria che avevo abbozzato, migliorandole tantissimo, perché io sono un chitarrista e ragiono come tale, mentre lui, che agli Elnor era anche in compagnia di altri due grandi drummer come Matt Stancioiu e Francesco Jovino (Jorn, Primal Fear e molti altri), ha fatto un gran lavoro. Idem per Dave, che ha arrangiato tutte le voci e Luca, che ha registrato da me adattandosi senza problemi alle parti che avevo proposto.

Luca: ritengo che questo modo di lavorare porti una maggiore coerenza nel risultato finale e si eviti il rischio di una eccessiva eterogeneità, dovuta anche allo stile proprio di ognuno ed alle proprie influenze. 

Si, anche perchè un tassello importante del vostro nuovo corso è sicuramente Davide un singer che si è calato alla perfezione all'interno di ogni singola traccia del disco

Salvo: ci è stato suggerito proprio da Mattia e non poteva esserci scelta migliore. Le recensioni parlano chiaro, si è calato perfettamente nel suo ruolo cercando di fare qualcosa di diverso da quello che fa nelle altre sue band, come era giusto che fosse, e su Alien Nation si è superato

Cantante che dovete comunque condividere con altre formazioni come Drakkar, Verde Lauro, Ruxt, Athlantis solo per nominarne alcuni...

Salvo: ma riusciamo senza problemi a gestire i reciproci impegni e poi, come ti dicevo, abbiamo un sound talmente diverso dalle sue altre band che per lui penso sia da stimolo avere un differente approccio vocale.

…ed a proposito di aspettative, quali sono le speranze che hai riposto nel nuovo disco? Pensi possa essere quello della vostra definitiva consacrazione? Dalle recensioni lette on line, sembrerebbe di si, tu come la vedi?

Salvo: so che è un luogo comune dire che l’ultimo lavoro è sempre il meglio riuscito, ma nel nostro caso non ci sono dubbi e tutto è dipeso, penso, da questo nuovo approccio alla composizione e produzione, decisamente meno dispersivo che in passato. Le recensioni sono davvero lusinghiere.

Quanto è difficile portare avanti un progetto musicale quando suonare la chitarra non ti permette di pagare le classiche bollette mensili e tutto è basato quasi esclusivamente sulla passione?

Salvo: togli il “quasi” Beppe!!! È la passione che muove tutto, non suono per soldi, ma per il piacere di farlo perché non potrei mai rinunciarci e lo sfogo creativo è del tutto naturale. Non registriamo dischi perché obbligati a farlo, anzi è quasi anacronistico oggigiorno; è solo un piacere cercare di alzare l’asticella di volta in volta e vedere che i risultati ci danno ragione è l’unica soddisfazione che cerchiamo.

Come ed in che maniera concepisci la parola successo alla soglia delle cinquanta primavere?

Salvo: quello è Luca!!!!! Io ne ho ancora “solo” 45!!! Scherzi a parte, il successo non è qualcosa a cui io abbia mai ambito, almeno per quella che è l’accezione comune del termine. Per me il successo è proporzionato a quelle che sono le proprie aspettative nella vita di tutti i giorni. Io ho mia moglie, i miei bimbi (in arrivo il terzo!), un “daily job” che mi permette di far fronte ad ogni bisogno e dedicarmi alla mia passione per la musica e per me questo è il successo, è tutto… Per qualcun altro sarà vendere milioni di copie ed esser sempre in tour, ma se facessi musica per soldi per prima cosa suonerei tutt’altro e poi… ne sarei ancora felice di farlo…?!

Luca: se parliamo solo di musica per me il successo è riuscire ad emozionare qualcuno con le cose che scrivo, magari una delle mie ballad con le quali stresso sempre Salvo ad ogni album e che stavolta abbiamo lasciato fuori perché proprio non riusciva ad arrangiare in coerenza con la direzione dell’album!

Negli ultimi anni alcuni social network tipo facebook, sono diventati di rilevante importanza nell’autonomia di una band, quel è il vostro rapporto con la rete estesa? Perchè gli Ivory sono una delle poche band in circolazione a non avere un profilo bandcamp? Solo scelta personale o cosa?

Luca: in effetti non siamo mai stati troppo legati ai social, forse perché della vecchia guardia, seppure stiamo recuperando il gap: la nostra pagina Facebook è la più vecchia, cronologicamente parlando, e ultimamente è in crescita, abbiamo il nostro canale YouTube e la pagina Instagram, vedremo di proseguire su questa linea!

Che cosa e’ rimasto della scena heavy metal torinese che, anni addietro, sembrava quasi rigermogliare? A parte voi e gli Highlord mi pare di notare solo macerie...

Salvo: Ci sono tantissimi ottimi musicisti a Torino, è difficile forse dedicarsi con costanza ad un progetto per così tanto tempo. Ma mai come oggi il livello raggiunto dai musicisti locali è alto e confido che ci saranno spazi ed occasioni per dimostrarlo, sebbene comprenda quello che intendi. Una volta entravi in uno dei vecchi locali della Torino di qualche anno fa e incontravi un po’ tutti i gruppi del tempo, ci si prendeva una birra, ci si confrontava, si progettava….oggi ci sono i social e tocca adeguarsi. Forse anche meglio così, sennò ci sarebbero ancor più macerie.

Ok Salvo, siamo veramente alla fine, ti lascio campo libero, non prima d’avere ricordato ai nostri lettori quali sono le mosse principali della band da qui a qualche mese!!!

Salvo: dopo due pubblicazioni in meno di un anno ora intendiamo supportare il più possibile Alien Nation, dopodichè sto registrando altra musica, ancora più prog che probabilmente pubblicherò sotto altro moniker, ma è presto per dirlo.

Grazie Beppe per la tua recensione, per questa intervista e per il supporto che ci hai dato in tutti questi anni.


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