sabato 25 aprile 2026

Salvo Vecchio - Astra

 


Per aspera sic itur ad astra ovvero attraverso le asperità sino alle stelle, un adagio latino che ben si adatta al musicista di cui andremo a disquisire in questa disamina riassuntiva. Un artista con alle spalle una longeva carriera costellata da  una serie di ottime pubblicazioni sia con la band madre, ovvero gli Ivory, che con la nuova creatura Shady Lane, ecco chi è Salvo Vecchio, il classico fenotipo del chitarrista dall’enorme potenziale artistico, e compositivo che, in realtà, ha raccolto ancor meno di quanto seminato, nonostante gli attestati di stima e gli apprezzamenti gli giungano oramai da più parti.
Ed il qui recensito come back discografico in veste solistica dopo una parentesi di più dieci lunghi anni, forse, anzi sicuramente, non cambierà lo stato delle cose, ma servirà senz’ombra di dubbio ad incrementare la nomea di axeman che il dotato chitarrista si porta dietro da sempre e questo, grazie soprattutto ad un album eterogeneo che riesce ad amalgamare una gamma di suoni policromi ed al contempo magnetici, che portano alla ribalta un artista ottimamente ispirato
Un mosaico eterogeneo dai colori sgargianti, ecco cosa si evince dall'ascolto di questo nuovo capitolo dal titolo emblematico “Astra”, una stella che illumina il percorso sghembo, mi si permetta il termine, di una carriera spesa per lo più a promulgare il verbo del rock nelle vesti di eterno sparring partner, ma che continua imperterrito con la stessa passione degli esordi nonostante le difficoltà avverse e gli impegni di vita quotidiana. 
Un album openi mind, nato per dare libero sfogo a tute le proprie velleità artistico/compositive senza l'ostacolo principale del dover scendere a compromessi con terzi, solo ispirazione, gusto, e sei corde di nylon, stop. 
Un chitarrista in grado di cesellare alcune perle d’intenso istrionismo artistico, riuscendo a tirare fuori dal cilindro una serie concatenata di riff baciati da un talento innato, che infondono spessore e gusto ad un versante compositivo ricco di pathos e richiami suggestivi nel quale episodi come la splendida “Dàmale”, baciata da puro istrionismo rock, le atmosfere jazzate di “Locus Amoenus”, e la superba “Far Beyond Wishes” che richiama le atmosfere suggestive degli '80ies, rappresentano sicuramente di un lavoro che va ben oltre la semplice espressione dimostrativo didattico. 
Un album destinato agli appassionati della sei corde, ma non solo, anche perchè  la dedizione e l’amore viscerale messo ancora in gioco da questo eterno ragazzo, fanno si che tutto passi in secondo piano, per cui, se lo trovate in giro, dategli una chance, ne vale veramente la pena….
Beppe “HM” Diana

Voto: 78/100

Etichetta : Virtuoso Records
Genere: Rock
Anno di pubblicazione: 2026

Line up:
Salvo Vecchio – guitar

Nessun commento:

Posta un commento