Daniel Gazzoli Project - Stranger in my Own Town

 


Dieci anni separano Night Hunter, debutto del Daniel Gazzoli Project, da questo nuovo Stranger in My Own Town. Un intervallo lungo, che riporta alla luce un discorso musicale rimasto in sospeso e lo sviluppa con una maggiore attenzione alle melodie e alla cura degli arrangiamenti. Il risultato si muove tra hard rock melodico e AOR, con un suono più levigato e un ruolo delle tastiere decisivo nel definire atmosfere e identità dei brani. 
Le coordinate più vicine sono quelle di band monstre come Survivor e Journey, il caso del singolo "The plae of my heart", soprattutto per la centralità delle linee vocali, i ritornelli e quell'equilibrio tra energia rock e ricerca melodica tipico della grande stagione americana degli anni Ottanta.
La chitarra del nostro Daniel Gazzoli rimane il perno del progetto, ma non cerca di monopolizzare la scena con esibizioni fini a se stesse. Il suono dell'intero disco viene edificato sull'interazione tra le parti strumentali, con le tastiere di Massimiliano Sabbadini che arricchiscono gli arrangiamenti e contribuiscono a creare quelle aperture armoniche tipiche dell'hard rock melodico, mentre la voce di Giacomo Rossi, più energica e orientata verso l'heavy rock rispetto a un'impostazione AOR tradizionale, aggiunge invece una componente grintosa che offre al disco una personalità distinta.
Non tutto, però, si esaurisce nelle atmosfere più radiofoniche. Alcuni episodi si spingono verso territori decisamente più metallici, con chitarre incisive, ritmi sostenuti e una maggiore spinta strumentale, è il caso della splenida "Loud and proud", ed è proprio in questi passaggi che il progetto mostra un volto differente, avvicinandosi ai Rising Force oppure agli Stratovarius più melodici, quando la componente classic metal lascia spazio alla melodia senza rinunciare alla velocità e alla solidità dei riff. Sono momenti interessanti perché spezzano la continuità dell'impianto AOR e restituiscono maggiore dinamismo alla scaletta.
Non a caso, il merito di Stranger in My Own Town sta soprattutto nella capacità di alternare atmosfere avvolgenti, passaggi catchy e momenti più aggressivi, mantenendo una precisa direzione stilistica. 
La scrittura privilegia la melodia e la forma canzone, senza rinunciare a una certa cura per gli arrangiamenti. 
Non siamo di fronte a un album che vuole reinventare l'hard rock melodico, ma a un lavoro che ne conosce bene i meccanismi e cerca di rileggerli attraverso la sensibilità del suo autore.
Si, rispetto a Night Hunter, questo secondo capitolo appare dunque più consapevole nella definizione del proprio linguaggio, ed offre diversi spunti interessanti a chi continua ad apprezzare un genere nel quale chitarre, tastiere e ritornelli devono trovare la giusta combinazione.
In un settore asfittico e sempre più manipolato come quello del genere più elitario per antonomasia, una vera boccata d'aria!!!
Voto: 80/100

Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 2026
Etichetta: Underground Symphony
Genere: Melodic Rock/Aor

Line up:
Giacomo Rossi - vocals
Daniel Gazzoli - guitar, bass, drums
Massimiliano Sabbadini - keyboards

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