Deep Crater - Born Free

 


Nati dalla volontà di riunire un gruppo di amici e musicisti attorno a una comune passione, i Deep Crater si presentano con un debutto omonimo che guarda direttamente alla stagione d'oro dello Speed e dell'Heavy Metal. Un progetto ideato da Luigi LGD Guarino, già deus ex machina degli Anguish Force, con un obiettivo preciso: realizzare un album capace di restituire le atmosfere, l'energia e lo spirito incontaminato del Metal degli anni Ottanta.
Otto tracce dirette, potenti e senza compromessi, impreziosite dalla voce di Francesca Battistini e dalla partecipazione di musicisti provenienti da importanti realtà della scena italiana. Un lavoro concepito con una spontaneità disarmante, senza particolari strategie o tentativi di modernizzazione, tanto da sembrare idealmente un disco uscito nel 1986 anziché quarant'anni dopo.
Nella nostra intervista, Luigi ripercorre la nascita della band, racconta la collaborazione con gli altri componenti e approfondisce le motivazioni artistiche che hanno dato vita a questo progetto. Tra influenze che spaziano da Iron Maiden, AC/DC e Metallica fino a Megadeth, Annihilator e Running Wild, emerge un amore profondo per il Metal tradizionale e per una stagione musicale che continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile.

Più che un supergruppo, i Deep Crater sono, come sottolinea lo stesso Luigi, un gruppo di amici accomunati dalla voglia di suonare e celebrare una passione senza tempo. Un debutto che si rivolge direttamente ai Defender, con l'ambizione di diventare, un giorno, un piccolo album di culto.

Intervista raccolta da : Beppe "HM" Diana

Ciao ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine! Deep Crater è un progetto relativamente nuovo, ma alle sue spalle troviamo musicisti con esperienze importanti. Come nasce l'idea della band e quali esigenze musicali vi hanno spinto a intraprendere questa avventura? 
Intanto porgo un saluto a tutti voi.
L'esigenza nasce dalla volontà di registrare un album di Speed Metal anni '80 con un gruppo di amici. Quando abbiamo fatto il "Black Fire Force", un festival itinerante che comprendeva Anguish Force, Perpetual Fire e Black Reflex e che fu anche ripetuto, ho avuto modo di apprezzare la voce di Francesca e di immaginarmela in un contesto ottantiano. Da lì è nata l'idea inizialmente di registrare un pezzo e poi le cose si sono evolute.

Luigi la tua figura è da molti anni legata agli Anguish Force, i Deep Crater rappresentano una naturale evoluzione del tuo percorso oppure nascono con l'intenzione di esplorare territori musicali differenti? 
Di differente non c'è un granché a livello stilistico perché il genere è più o meno sempre quello. Ciò che cambia sono i musicisti e quello fa suonare Deep Crater diverso dagli Anguish Force. Sono stati tutti molto bravi e sono molto soddisfatto del risultato finale.

Dopo tanti anni di attività musicale, cosa rappresenta per te questo nuovo progetto? È una sfida personale, un modo per ritrovare determinate sensazioni oppure un'esigenza artistica che sentivi da tempo? 
È una nuova sfida oltre al ritrovarsi con amici e musicisti che hanno tutti il proprio progetto musicale. Sicuramente fare uscire un disco che potrebbe essere datato per esempio 1986 mi è piaciuto molto, anche se concepito e uscito 40 anni dopo. Significa che il Metal tradizionale sopravvive ed è ancora tra noi.

Il vostro debutto omonimo si muove in un universo sonoro che richiama lo Speed e l'Heavy Metal degli anni Ottanta. Quanto è importante per voi mantenere vivo quello spirito senza limitarvi a una semplice operazione nostalgica? 
Deep Crater è uscito così perché era dentro di noi. Il fatto che suoni nostalgico è perché ci sentivamo proprio di farlo come lo senti. Nessuna particolare operazione studiata a tavolino. Ho fatto sentire i pezzi ai ragazzi e il loro feedback, soprattutto a livello di prestazione personale da parte di ognuno di loro è stato semplicemente fantastico.

Come si è sviluppata la collaborazione tra te e gli altri componenti della band? 
Era da tanto tempo che volevo tornare a fare qualcosa insieme a Richard. Lui è il leader dei Bullet Proof e tante volte è venuto a darci una mano sul palco con gli Anguish Force. Stessa cosa con Francesca con cui abbiamo condiviso il palco coi suoi Black Reflex. Per quanto riguarda Mr. Jack, col quale avevamo registrato insieme il secondo album degli Ice Suckers, è stata l'ennesima felice collaborazione nonostante sia già coinvolto in mille altri progetti. 

Il progetto è nato attorno a composizioni già definite oppure avete costruito il materiale attraverso un confronto collettivo? 
In realtà una volta scritta l'ossatura dei pezzi e aver fatto ascoltare qualcosa ai ragazzi mi sono precipitato in studio a registrare le basi. Poi chi ha potuto è venuto in studio e chi no mi ha mandato le proprie tracce. A quel punto ognuno è stato libero di interpretarle a proprio piacimento e non avevo dubbi che avrebbero fatto tutti un ottimo lavoro. È stato tutto molto gratificante.

La vostra label vi presenta come una sorta di supergruppo della scena heavy italiana, vi ci ritrovate in questa definizione? 
Supergruppo è una parola molto grande anche se fa piacere sentirla. Preferirei dire gruppo di amici con la passione per l'Heavy Metal che finalmente ha fatto qualcosa di bello insieme.

La formazione comprende musicisti provenienti da realtà differenti. Quanto hanno contribuito le esperienze precedenti di ciascuno alla definizione del sound dei Deep Crater? 
Ognuno viene dal suo percorso ma il ceppo di partenza dal quale nasciamo tutti è l'Heavy Metal tradizionale. Trovami un Metallaro di una certa età che non sia cresciuto con AC/DC, Iron Maiden e Metallica. È praticamente impossibile. Quindi anche se i musicisti coinvolti al momento fanno un genere che si è evoluto in qualcosa di leggermente diverso, il punto di partenza è sempre lo stesso.

Francesca Battistini è una presenza vocale particolare in un contesto così legato alle sonorità metal tradizionali. Come è nata la scelta di affidarle il microfono e quale contributo ha portato alla personalità del gruppo? 
È nata proprio perché ho visto le sue enormi potenzialità in un progetto così conservativo. Le ho semplicemente detto che se queste cose poteva farle Doro Pesch o Leather Leone, allora non vedo perché non poteva farle anche lei. Chiaramente avere una donna dietro al microfono rende il progetto molto più particolare.

Il disco si sviluppa attraverso otto tracce e una durata piuttosto contenuta. Avete voluto privilegiare l'impatto diretto, evitando composizioni troppo elaborate e mantenendo alta la tensione? 
Ci sono dischi molto intensi che hanno la stessa lunghezza. L'album è nato così e quando ho visto che la durata non era particolarmente lunga non mi sono preoccupato molto di aggiungere altri pezzi. È tutto così diretto che non mi sono posto troppe domande. Probabilmente non se le sono poste neanche gli Slayer quando hanno registrato "Reign in Blood" che dura due minuti in meno.

"Born Free", "Train Without Breaks" e "Haunted" presentano titoli che suggeriscono atmosfere e tematiche differenti. Quali sono gli argomenti che attraversano i testi dell'album? 
"Born free" rispecchia l'immagine della cantante in un contesto epico e molto Power Metal. 
"Train without breaks" è un Hardrock galoppante che parla di un treno che sfreccia a folle velocità e che non accenna a fermarsi, mente "Haunted" è uno Speed Metal senza sosta oltre ad essere la prima canzone che ho scritto.

Quanto spazio lasciate alla componente più istintiva durante la composizione? Il vostro approccio è prevalentemente spontaneo oppure ogni dettaglio viene studiato e perfezionato? 
Una volta scritta la prima canzone le altre sono arrivate a valanga e non è passato molto tempo che eravamo già stati in studio. In pochi mesi "Deep Crater" è stato scritto e registrato. Se c'è un album a cui vuoi accostare la parola spontaneità è proprio questo.

Il Metal degli anni Ottanta continua a essere un riferimento fondamentale per molti musicisti. Quali band e album hanno maggiormente influenzato la vostra formazione musicale e quali ascolti vi accompagnano oggi? 
Oltre alle 3 band storiche che ho accennato prima ce ne sarebbero centinaia ancora. Come non citare anche Megadeth, Annihilator, Malmsteen, Sodom, Kreator, Running Wild, Rage e tanti altri. Per quanto riguarda gli ascolti di oggi, io continuo ad ascoltare Heavy Metal e Thrash vecchia maniera.

Come avete affrontato la registrazione dell'album? Quale importanza avete attribuito alla produzione nel tentativo di mantenere un suono potente, autentico e vicino alla tradizione metallica? 
In studio ho a che fare con una persona che sa innanzitutto cosa sono e quindi sa cosa voglio. È tutto molto autentico e di precostruito c'è davvero poco. Penso che nel mio caso sarebbe difficile il contrario, cioè cercare sonorità moderne. Oltre ad andare io per primo in tilt, combineremmo proprio un disastro in studio. No no, qua si continua a rimanere sempre gli stessi. Lascio ad altri il compito di "progredire".

La scena underground italiana ha sempre avuto musicisti capaci di realizzare lavori interessanti, spesso lontani dai circuiti commerciali. Come giudicate oggi la situazione del Metal italiano e quali difficoltà incontrano le band che cercano di emergere? 
È stata sempre difficile in Italia per tutti. La cosa brutta è che dopo il Covid-19 molti locali per esibirsi non c'erano più. Una brutta tegola per tutte le band che spero si risolva nel corso degli anni. Non voglio farne una questione politica, ma bisognerebbe creare degli spazi e delle situazioni per mettere a proprio agio chi suona, sennò non ci sarà nessun ricambio generazionale.

Deep Crater è un progetto destinato a proseguire nel tempo? Avete già iniziato a lavorare su nuove composizioni oppure preferite concentrarvi sulla promozione del debutto e sull'attività dal vivo? 
Sarà davvero dura poter presentare la band dal vivo. Mai dire mai però. Forse ci sarà qualche pezzo suonato da qualche componente quando ci incroceremo ai concerti e condivideremo il palco. Alla fine doveva essere solamente un progetto per un solo album in studio. Però di buono c'è che ci sarebbero già diversi pezzi per un secondo capitolo. Quindi sentirai ancora parlare di noi.

Chiudiamo con una domanda rivolta ai lettori: quale messaggio vorreste trasmettere attraverso Deep Crater e perché un appassionato di Heavy e Speed Metal dovrebbe dare una possibilità al vostro album?
Sinceramente mi piacerebbe che a distanza di anni questo album fosse ricordato come una sorta di album di culto per i Defenders. Di certo qui c'è proprio tutto ciò che cerca un appassionato di Metal tradizionale. Spero che piaccia a tante persone.

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