Serpent Circle - The eternal instant

 


Ok, arrivati ad una certa età si suona più per passione che per altro. Un hobby, se vogliamo chiamarlo così, decisamente dispendioso, soprattutto quando dietro d un disco ci sono costi di produzione, strumenti, prove, registrazioni, promozione e una quantità infinita di sacrifici. 
E prima o poi capita di chiedersi, come si dice in questi casi, se il gioco vale la candela. Non parlo di ritorni economici, perché nell'underground musicale sarebbe quasi una barzelletta, ma di quella sensazione molto più importante che arriva quando finalmente hai tra le mani il risultato di tanti sforzi e puoi dirti: “Sì, ne è valsa veramente la pena.”
Ecco, ascoltando "The Eternal Instant", debutto dei potentini Serpent Circle, viene spontaneo pensare che, per loro, la risposta sia decisamente sì.
Sette brani nei quali l'heavy metal costituisce l'ossatura principale, ma senza trasformarsi nell'ennesimo esercizio di archeologia musicale. I Serpent Circle guardano alla tradizione alle loro radici formative con rispetto, pescando si dalla scuola classica del metal, ma la rivestono di una sensibilità contemporanea, mi si permetta il termine, lasciando spazio a soluzioni più aggressive, aperture melodiche e qualche digressione che dimostra una certa voglia di non rimanere inchiodati alla formula.
"Break This Silence" apre le danze con un impatto immediato, mentre "The Abyss", *Silent Scream" e "Puppet Show" consolidano una proposta muscolare, in your face e compatta.  
"Holy Melancholy", con le sue cadenze sabbatiche è capace di mostrare il lato più introspettivo della band, ma soprattutto "17", episodio più articolato e meno prevedibile, lascia intravedere possibilità future decisamente interessanti.
Come evidenziato dalla band, il filo conduttore è rappresentato dal concetto dell'eterno ritorno, simboleggiato dall'uroboro: un ciclo continuo di morte, rinascita, distruzione e ricostruzione. Ma dietro questa veste filosofica ci sono temi estremamente concreti: libertà, autodeterminazione, rifiuto delle imposizioni e ricerca della propria identità.
"The Eternal Instant" non è un disco perfetto e, forse, il suo unico vero torto è quello di finire troppo presto: poco più di mezz'ora lascia la sensazione che questi ragazzi abbiano ancora parecchie cartucce da sparare e tante, tantissime cose da dire.
Ma se questo debutto rappresenta davvero l'istantanea di un preciso momento della loro vita musicale, allora possiamo tranquillamente dire che l'hanno immortalato nel modo giusto.
Perché alla fine è proprio questo che conta: non quanti soldi hai recuperato, non quante copie hai venduto, non quanti complimenti hai ricevuto.
Conta mettere il punto alla fine dell'ultimo brano, guardare quello che hai realizzato e pensare:
“Cazzo, sì. Ne è valsa la pena.”

VOTO: 78/100
Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 2026
Genere: Heavy Metal
Etichett: MetalZone Records

Line up:
Giuseppe Falasca – vocals
Mara De Canio – guitar
Antonio Pistone – guitar
Donato Gallicchio – bass
Rocco Visconte – drums


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