“U sangu un si po fari acqua”, ovvero il sangue non diventa mai acqua. È proprio questo il significato del titolo scelto dai siciliani Metatrone per il loro comeback ufficiale, a dieci anni da Eucharismetal.
Sangueacqua rappresenta prima di tutto una vera e propria rinascita e, sin dal titolo, racchiude diversi significati legati a famiglia, fratellanza, sofferenza, resistenza e capacità di andare avanti: elementi che si sposano perfettamente con i recenti trascorsi della band catanese in questione.
Non a caso, per il proprio come back sulle sene, la formazione etnea ritrova lo storico vocalist Jo Lombardo, autentico perno del sound dei Metatrone, affiancato dal dinamismo chitarristico del maestro Stefano “Ghigas” Calvagno, al quale sono affidate anche le parti di basso, e dalle tastiere di David Brown, da sempre elemento distintivo della proposta del gruppo. A completare la line-up troviamo l'apporto fondamentale di Simone Alberti dietro le pelli.
Il risultato è un lavoro nel quale il marchio Metatrone rimane immediatamente riconoscibile, attraverso una riuscita commistione di melodic power metal, accenti progressivi, heavy metal classico e qualche spunto più aggressivo, il tutto ovviamente impreziosito da splendide melodie, tastiere magniloquenti e dall'alternanza tra voce pulita e growl, in una commistione ben riuscita di tecnica, potenza e personalità elementi questi che convivono così all'interno di una proposta ormai pienamente riconoscibile.
Proprio come in passato, messaggio e spiritualità rimangono elementi centrali dell'universo Metatrone, ma
"Sangueacqua" non è soltanto un disco a carattere religioso. Nei testi trovano spazio dolore, conformismo, potere, ingiustizia e ricerca dell'identità; ancora una volta la fede diventa una chiave attraverso la quale osservare l'uomo, le sue debolezze e le sue contraddizioni.
Nonostante i due lustri intercorsi fra l'ultimo lavoro in studio ed il nuovo arrivato, a livello compositivo il gruppo non cerca rivoluzioni né improbabili cambi di direzione: rimanendo fedele alla propria identità, dimostrando che, dopo dieci anni di silenzio discografico, esistono ancora la voglia di suonare e, soprattutto, qualcosa da raccontare.
L'album parte alla grande con “Fuori dal Tempio”, seguito dalla più aggressiva “Stato Infame”, mentre “Emmaus” introduce atmosfere maggiormente evocative. “Facsimile” mette in evidenza la componente progressiva e affronta il tema dell'omologazione, prima di lasciare spazio alla riuscita rilettura di “I Want Out” degli Helloween, omaggio dichiarato alle radici del power metal europeo.
La seconda parte del lavoro assume toni più introspettivi con “Il Mio Dolore” e “Un Nome Nuovo”, mentre la conclusiva “Anima Christi”, basata sull'antica preghiera latina, riporta in primo piano la dimensione spirituale della band e chiude idealmente il cerchio.
Sangueacqua è dunque un ritorno sincero, coerente e soprattutto carico di significati. Non pretende di reinventare il metal, ma ribadisce con convinzione ciò che i Metatrone sono sempre stati: una band capace di fondere power, progressive, heavy e spiritualità, senza rinnegare le proprie radici e mettendo la passione davanti alle mode.
Chapeau!!!
Voto: 100/100
Beppe "HM" Diana
Anno di pubblicazione: 2026
Genere: Melodic Metal
Etichett: Rockshots Records
Line up:
Jo Lombardo - vocals
Stefano "Ghigas" Calvagno, guitars, bass
David Brown - keyboards, vocals, vocals (growl)
Simone Alberti Drums

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