AnthenorA - Divine

 


La band che visse tre volte!!! Si, dopo oltre trent'anni di onorata carriera, forse sarebbe stato più facile appendere le chitarre al chiodo. Gli AnthenorA, invece, sembrano avere ancora qualche conto in sospeso con il Dio del Metallo. E così eccoli tornare con "Divine", un titolo che sa quasi di provocazione per una band che, tra cambi di formazione, pause e ripartenze, sta vivendo quella che possiamo tranquillamente definire la propria terza vita artistica.
Il 2024 aveva portato "Need", un EP incentrato quasi esclusivamente su tre originalissime cover, quasi una sosta ai box prima di rimettere in moto l'assetto compositivo e tastare l'ingresso del nuovo chitarrista, segno dell'ennesimo assestamento in seno ad una di line-up che che ha portato in dote un signor disco a titolo "Divine". Ma attenzione, qui non c'è aria di reunion nostalgica né di vecchi metallari panzoni intenti a lucidare i trofei del passato. Gli AnthenorA hanno ancora voglia di sbalordire e soprattutto, di menare duro.
L'album parte alla grande con “Spider's Kiss”, sapienemente scelta come primo singolo/video ufficile, e mette subito le cose in chiaro, chitarre taglienti, riff quadrati, ritmica compatta e quell'heavy metal senza fronzoli che non ha bisogno di effetti speciali per funzionare e colpire nel segno già dal primo ascolto. 
L'autocelebrativa “AnthenorA” è quasi un manifesto dotata di quella coralità magnetica ed un incipit ultra catchy, mentre “Fricken” prima, e “Funny Old Wisdom” confermano una band che ha ormai assimilato le proprie influenze e le sputa fuori con una personalità ben definita.
“Justice” rapprsenta senz'ombra di dubbio uno dei colpi meglio assestati del disco, seguito da episodi come “Boredom”, “Decency” e “Mirror”, dove il gruppo dimostra di saper rallentare senza perdere peso. “War” torna a picchiare duro e “Stone King” chiude il cerchio con una bella dose di epicità.
Non aspettatevi rivoluzioni copernicane: Divine non inventa un nuovo genere e probabilmente non ne ha neppure l'intenzione. Qui si suona HEAVY METAL, quello con le chitarre pesanti come macigni, i riff sanguinolenti e pochi cazzi. Ed è proprio questa sincerità a rendere il disco credibile e godibile dalla prima all'ultima nota.
Gli AnthenorA hanno qualche ruga in più, una formazione ancora una volta rimaneggiata e un passato decisamente ingombrante alle spalle. Ma invece di nascondersi dietro la nostalgia, scelgono di guardare avanti dimostrando ancora una volta di essere dannatamente in grado di non sfigurare. 
"Divine" è il risultato di questa ostinazione: magari non vi cambierà la vita, ma quando parte il primo riff è difficile stare fermi.
Bentornati, vecchi bastardi. Il metallo scorre ancora nelle vostre fottute vene!!!
VOTO: 80/100
Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 2026
Genere: Heavy Metal
Etichett: Punishment 18 Records

Line up:
Luigi Bonansea - vocals 
Samuele Peirano - bass
Stefano Pomero - guitars 
Alessandro Parola - guitars 
Fabio Smareglia - drums 


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