Ural - Never Submit


 Conosco gli Ural da sempre, li ho visti crescere, artisticamente parlando, sin dagli esordi con l'ep Wasteland che già lascia presagire grandi cose nonostante una durata che superava scarsamente i sette minuti, con una band che colpiva dritto al volto e che voleva andare al sodo senza perdersi tanto in giri di parole inutili, proprio come il nostro interlocutore Phil Torno che di quella band è il batterista nonché il mentore da sempre.
Escalation compositiva quella fatta registrare dai cinque nel loro nuovo Anthropic Genetic Involution, album pregno di un humus metallico strabordante, sempre alle prese con un thrash metal evoluto e tecnicamente sopra le righe, che arriva a sancire ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, lo status di grandeur attraversato dalla band, nonostante le defezioni ed il cambio di line up, per cui….

Intervista raccolta da: Beppe "HM" Diana

Ciao Phil, benvenuto sulle nostre pagine, partirei subito chiedendovi qual'è lo stato di salute attuale dei Ural in questi giorni di apparente calma mediatica? So che state pianificando la promozione del nuovo album, cosa bolle veramente in pentola? Ci saranno delle dite live nei mesi a venire che vi vedranno protagonisti?

Ciao Beppe, sì, stiamo pianificando le date di promozione di   che è stato pubblicato per Xtreem Music il 23 Aprile.
Ci sono già diverse date programmate e altre in arrivo, in Italia e all’estero.

Rispetto la precedente album in studio, avete dovuto far fronte all'ennesimo cambio in line up, con l'entrata in pianta stabile del mitico Meggi, uno che, come detto in sede di recensione, potrebbe seriamente spostare gli equilibri in sede compositiva ed attitudinale, è stato veramente così?

Come dici te abbiamo dovuto affrontare l’ennesimo cambio di line-up come succede a parecchie band, ma abbiamo pensato subito a Meggi.
Oltre ad essere un amico, ha la conoscenza e la tecnica più giusta per lavorare con noi e infatti l’album ne è la prova. Abbiamo trovato sin da subito l’equilibro giusto per la composizione, mantenendo tutte le nostre influenze ed infatti l’album sta avendo ottimi riscontri e ne siamo molto felici.

Il vostro quarto disco mostra una genuinità ed una concretezza che al giorno d’oggi sembra essere una prerogativa solo di alcune band, avete incontrato qualche difficoltà durante le registrazioni? 

Onestamente no. Per nostra abitudine andiamo in studio quando tutti i tasselli sono al loro posto, può capitare ovviamente di fare delle modifiche last-minute per arricchire e migliorare la traccia ma senza stravolgere nulla. Siamo molto meticolosi sulla creazione del nostro materiale in fase compositiva così da andare in studio preparati e coscienti del lavoro svolto in precedenza. 

Quanto è stato determinante l'apporto di Davide Bilia dietro la consolle che, oltre a godere di un'esperienza in campo internazionale, conosce benissimo te e la tua band? E' riuscito a fornirvi i giusti accorgimenti per ottenere il meglio da ogni singolo giorno di registrazione?

Io e Dave siamo amici da tantissimi anni e conosco il suo modo di lavorare e lui conosce il nostro sound e le caratteristiche della band.
In fase di registrazione, come ti dicevo prima, arriviamo preparati al meglio sulle tracce ma, se c’è qualche cosa da migliorare, con lui riusciamo a farlo in maniera naturale.
Ci confrontiamo su molti aspetti prima, durante e dopo, così da creare un’alchimia perfetta per un risultato ottimale.

Un’ennesima riprova che ci fa comprendere che per il nuovo arrivato non avete lasciato niente al caso curando ogni minimo dettaglio…

Sì, cosa che non facciamo mai. Cerchiamo di valutare e ragionare su ogni aspetto perché siamo abituati a comporre tutto insieme così da valorizzare le idee di tutti, sempre tenendo un filo conduttore univoco ovviamente, senza lasciare indietro alcuna idea.

Come ed in che modo siete riusciti a far collimare i vostri impegni lavorativi, e soprattutto familiari, con le registrazioni del nuovo disco? C'è stato un momento durante la fase di registrazione in cui avete superato il vostro limite di sopportazione globale?

Per noi la musica è al primo posto, ovviamente lavoriamo tutti e dobbiamo incastrare le prove e in questo caso le registrazioni con gli orari di ognuno ma questo fa parte del gioco.
Dedichiamo diverse ore al giorno alla musica, che sia comporre, provare o, come faccio da sempre, anche mantenere i contatti con promoter e label quindi ti direi di no.

Si, anche perché mi sembra di capire che per molti di voi gli Ural rappresentino una sorte di seconda famiglia visto che il nucleo prinicpale della band si conosce oramai da una vita....

Sì ci conosciamo da una vita ormai, Stefano veniva all’asilo con me. Andre e Alex sono con noi ormai da tanto tempo e il Meggi lo conosco da tantissimi anni. Si crea sempre anche un rapporto di amicizia per forza di cose perché si passano tante ore insieme.
Dalle ore sul van per raggiungere la venue, alle ore in sala prove o in studio.
Ovviamente abbiamo tutti personalità abbastanza differenti quindi a volte non è facile, ma con la buona volontà di tutti facciamo incastrare tutto per bene.

Com'è nata l'idea di coverizzare un classico jazz funky del calibro di "Flat Black" del James Louis Johnson , chi è lo special guest alla tromba?

Questa è una delle tante idee strampalate di Stefano che è un Jazzista nascosto e se ne esce ogni tanto con queste perle ai più sconosciute.
Volevamo fare una traccia particolare, storta e se vuoi anche strana per creare un finto distacco momentaneo dalle altre, un po’ per fregare l’ascoltatore e trasportarlo in un mondo parallelo per qualche minuto. Il trombonista Sergio Chiricosta è infatti la pedina che serviva al trasporto totale e oltre ad essere un ottimo musicista credo abbia completato egregiamente la cover. 

Come per la precedente release da studio anche il nuovo album uscirà sotto l’egida tutela della Xtreme Records, visto che è la prima volta che due album della band escono per la stessa label questo che mi fa capire che il lavoro svolto dall’entourage dell’etichetta è riuscito a valorizzare al meglio il vostro duro lavoro, siete completamente soddisfatti del loro operato?

Dave dell’Xtreem è molto disponibile e sa soddisfare le nostre richieste. L’album è disponibile per ora in Cd e su tutte le piattaforme streaming, la distribuzione è mondiale e questo è sicuramente un suo punto di forza.

Arrivati ad una certa età si suona più per passione che per altro, un hobby abbastanza dispendioso se si pensa ai costi di produzione ed ai sacrifici profusi, mi piacerebbe sapere se, come si dice in questi casi, il gioco vale la candela, e non parlo di ritorni economici ma dell’essere pienamente soddisfatti e del pensare che “ne è valsa veramente la pena”....

Sicuro di parlare a nome di tutti, cerchiamo sempre di fare di più senza mai accontentarci. La strada è molto lunga per molteplici motivi ma ne siamo consapevoli e la nostra volontà è ciò che conta di più. Senza questa, non esisterebbe nulla.

Capisco perfettamente, quindi è logico che ti chieda qual è lo scopo finale che vi siete posti di raggiungere come band? Raggiungere un buon numero di fan in più ergo copie fisiche vendute oppure avere una possibilità maggiore di suonare dal vivo?

Come ti dicevo non ci accontentiamo mai, cerchiamo sempre il meglio nei live, nei riscontri e nei nostri lavori. Sicuramente l’aspetto live è quello che più ricerchiamo, perché il contatto con il pubblico e ciò che ne circonda è il nostro ossigeno.
Sembra facile ma è una delle parti più difficili dell’avere una band ma il nostro obiettivo è fare sempre di più, perché alla fine non ci basta mai.

Di solito la figura del batterista è ritenuta quella di minor rilievo all'interno della band, una sorta di sparring partner silenzioso, tu invece hai da sempre tenuto le redini in mano di questo progetto musicale, lottando con le unghie e mostrando di avere gli attributi anche quando tutto, o quasi, sembrava girare male, e riferisco al periodo post "Wasteland", dove hai/avete trovato la forza per risollevare le vostre sorti di musicisti prima che di band?

Grazie per le tue parole, ma non so dirti se effettivamente il ruolo di batterista sia in secondo piano rispetto ad altri, almeno per me no. Detto ciò sì, come ti dicevo abbiamo avuto nel corso degli anni molti cambi di line-up per molteplici motivi, voglia, costanza, testa, attitudine. Alla fine aspetti fondamentali per mantenere attivo un progetto negli anni.
Ho sempre avuto a che fare io con le label, promoter e Booking e allo stesso tempo fare a tutti gli effetti la parte manageriale della band ma tutto in maniera naturale e mi piace molto.

So che sei un fervido sostenitore della scena underground nostrana e che da avido collezionista sperperi il tuo stipendio in supporti fonografici quando sarebbe meglio pensare al futuro, perchè lo fai? Ahahah te lo chiedo solo per avere un tuo personale punto di vista.

Ahahahahah. Eh, ti rispondo brevemente dicendoti che per me è come una “droga” ma credo tu mi possa capire facilmente.
Avere tra le mani un supporto fisico è scoprire in toto il prodotto. Sono sempre stato affascinato dagli Lp e dai Cd sin da ragazzino  non potevo permettermi e mi stampavo le copertine (ahahahah!)
Ah, comunque volendo vederla dal lato economico e a tutti gli effetti un investimento perché i titoli, magari non tutti ma prendono valore! (Ahahaha) 

Ok Phil siamo veramente alla fine, ti lascio campo libero per i saluti finali...

Grazie mille Beppe per avermi contattato e te ne sono grato, vi aspetto e vi aspettiamo in giro! Mettete a tutto volume Anthropic Genetic Involution! 


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