Minkia che band ragazzi!!! Si, i Demon Spell sono una nuova ed interessante formazione che raccoglie sotto la stessa bandiera un manipolo di ottimi musicisti dell'area metallica etnea, che in un recente passato si sono resi artefici di parecchie release ufficiali in seno a line up di band come gli storici Schizo, Haunted, Noble Savage e i cult heroes Warcryer, solo per nominarne alcune, e che, per questa loro nuova avventura, hanno dato pieno sfogo ad una insana passione per l'heavy metal di tipica impostazione classica, che ha portato in dote una manciata di suadenti composizioni che si permeano di dissonanze arcaiche ed intrecci old style , alimentati si da accostamenti musicali pesanti come macigni, ma che riescono pur sempre a regalare rari momenti d'intensa estasi sonora.
Attesi al varco dopo le ottime impressioni fatte registrare dal precedente “Evil nights”, ep che aveva permesso ai nostri di consolidare una fama sempre più esponenziale, almeno a livello puramente underground, i Demon Spell dicevamo, sono riusciti a mettere in mostra una certa maturità compositiva, grazie a qualità tecniche e di scrittura davvero di prim'ordine, che ci riportano indietro nel tempo restituendoci intatta quella foga primigenia che solo una certa musica dura di matrice tipicamente anni 80 sapeva emanare, che fa del loro album di debutto “Blessed be the dark”, una delle uscite migliori degli ultimi mesi.
Tre anni, tanti ne sono bastati alla band per oliare alla perfezione i meccanismi di una macchina da guerra perfetta che non fa prigionieri, e che lascia dietro a se una scia di vittime impressionanti, sacrificate sull'altare di un heavy dark puro ed integerrimo oscuro e penetrante, con una band che in poco più di trentacinque minuti scarsi a loro disposizione, riesce ad inanellare una dietro l'altra, otto mirabili composizioni che bilanciano alla perfezione chitarre affilate come lame di rasoio, riffing penetranti, sezione ritmica granitica come il marmo, e la teatralità innata di un singer istrionico che ci conduce per mano in un'ipotetica discesa verso gli inferi.
Passione, dedizione e, perchè no, anche un pizzico di convinzione, elementi questi che trascendono da un album perfetto, o quasi, sotto ogni punto di vista, e se brani come l'opening track “As Lucifer smile”, con le sue aperture squarciate da inarrestabili accelerazioni salmodiali, non fa altro che rafforzare questa nostra personale convinzione, ci pensano l'uragano “Curse of the undead”, che pigia maggiormente il piede sull'acceleratore, con le sue partiture vicine ad un certo heavy metal tout court nudo e crudo, la più lineare “Dive the Hellfire”, vera e propria cavalcata metallica di scuola tipicamente albionica, o la più oscura e penetrante “The Tolling”, a mettere in chiaro quali sono le prerogative di una formazione davvero pronta per il grande salto che ha senz'ombra di dubbio il merito di riportare alla memoria un certo modo d'intendere la musica suonata e concepita.
Album spettacolare, band stupefacente!!!!
Beppe “HM” Diana
Voto: 100/100
Anno di pubblicazione: 2026
Etichetta: Dying Victims productions
Genere: Heavy Metal
Line up:
Federico Fano - vocals
Francesco Bauso - guitars
Riccardo Liberti - bass
Dario Casabona - drums

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