“certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”!!! Ed è proprio parafrasando il testo di questa celebre canzone che ci piace salutare il come back ufficiale dei Curmisagios, letteralmente "colui che cerca la birra" in antica lingua celtica, formazione a cinque elementi attiva per molti anni all'interno del folto sottobosco della scena underground metal torinese, i quali si presentano ai nastri di partenza dopo un periodo di lunga pausa forzata, pronti a rituffarsi nella mischia con la stessa voglia e la dedizione dei debuttanti, con la convinzione, questa si, che niente è andato veramente perso per sempre!!!
E questo grazie soprattutto alla sagacia del loro battersita Michele Novarina, autentico agitatore del movimento heavy del capoluogo sabaudo, per lungo tempo anche speaker radiofonico, il quale è riuscito a salvare gran parte del materiale registrato negli anni dal combo in questione, e a riversarlo in forma digitale per quello che, a tutti gli effetti, reppresenta il debutto sulla lunga distanza di questa caparbia formazione che, per la pubblicazione del disco in qustione, si è avvalsa della collaborazione della sempre attenta Triad Records intraprendente label che sembra veramente non sbagliare un colpo cuore.
Un compendio di sagacia, tecnica e spontaneità compositiva sta alla base della riuscita di questo coriaceo lavoro, caratterizzato da una cura per i particolari che ha veramente del maniacale, e che alterna, con maestria, rimandi classici ed aperture melodiche, riuscendo a bilanciare con intelligenza potenza, gusto compositivo ed un certo senso ludico, il tutto sottolineato da una produzione speculare che innalza, dove possibile, le qualità peculiari di una unsamble che si immola anima e corpo all’interno di un estenuante escursus sonoro che vede come propri numi tutelari formazioni più affermate come Metal Church, Armored Saint, Dio e gli eterni Judas Priest.
Splendidi fraseggi di chitarra ed una sezione ritmica solida e quadrata a supporto di un vocalist che, da solo, rappresenta il vero ago della bilancia all’interno di un versante compositivo che porta alla luce brani di assoluto valore come nel caso della straripante “Stray” e dell’altrettanto valida “ Chainshaw Blus”, entrambe contaminate da soluzioni musicali vicine ad una concezione classica di fondo, sensibilmente vicina a connotati US metal la prima, caratterizzata da pregevoli alterazioni anglosassoni la seconda, mentre se “Fuck” si incunea prepotente su variazioni armoniche vicine per concezione ad un thrash metal old school, splendido l’interludio iniziale, la più duttile “Ride my bike” porta con se quelle reminiscenze heavy rock farcite da digressioni armoniche veramente ad effetto.
Una band che potrebbe rinascere dalle proprie ceneri come l'araba fenice? Solo il tempo e la dedizione potranno dirlo, le premesse per ripartire ci sarebbero pure, e l'ucita ufficiale di questo full lenght album, non puo' che confermarcelo, chi vivrà vedra'...
Beppe “HM” Diana
Voto. 80/100
Etichetta: TheTriad Records
Genere: Heavy Metal
Anno di Pubblicazione: 2026
Line up:
Marcello Reuso - vocals
CP - guitar
Dany - guitar
Muttley - bass
Mic - drums

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