Acacia - Resurrection


Meglio tardi che mai? Sicuramente meglio tardi...
Torna nuovamente a brillare la stella del firmamento degli Acacia, ensamble di lungo corso tricolore che, a più di quattro lustri dal precedente lavoro in studio, l’interlocutorio “Deeper Secrets”, si ripresenta ancora una volta ai nastri di partenza pronta a rituffarsi a capofitto nella mischia, con la consapevolezza, questa si, che non tutto è andato veramente perso per sempre.
Così, dopo aver assestato la propria line up ufficiale, la band del chitarrista Martino Lo Cascio, da sempre il fulcro attorno al quale ruota il songwriting dei nostri, ci delizia con dieci composizioni, le quali pongono ancora una volta l’accento attorno a qualità intrinseche come tenacia, perseveranza ed autorevolezza, dimostrando, più con i fatti che con le parole, d’avere ancora parecchie cose da dire!!
Un vero e proprio melange musicale dunque, nel quale riescono a convivere in perfetta simbiosi
sonora, elementi che vanno dal prog/metal più elaborato, alle locuzioni classiche di fondo, fino ad arrivare a lambire alcune atmosfere dal vago stentore gotico di fondo, il tutto risaltato da una prova d’insieme altamente coinvolgente, nella quale ogni strumentista si ritaglia la sua “parte da leone”, con una menzione particolare per l’istrionismo vocale del singer Gandolfo Ferro, autore di una splendida performance.
Ne scaturisce un variopinto mosaico di suoni dai colori dalle tonalità accese, difficile da descrivere in sintesi, anche perché le emozioni e le sensazioni che i cinque riescono a trasmettere con la loro classe, sono molteplici, e riescono a colpire nel segno "come una carezza in un pugno", tanto che basterebbe ascoltare pochi secondi l'opener “Light in shadows”, per rendersi conto d'avere a che fare con una formazione che sa come prodigarsi in costruzioni armoniche ad effetto.
Lirismo ed abilità strumentale caratterizzano brani come l’articolata “Gone away”, o la più melodica “Alone”,  che riprendono le lezioni progressive degli anni ottanta, e le rileggono in chiave moderna, ed episodi come la travolgente “Chains of Memory”, ipotetico trait d'union fra passato e presente, e la policroma “My dark side”, esprimono quella cura per i particolari e per quelle parti cariche di enfasi, veramente degne della massima attenzione.
Tecnica asservita al versante compositivo, emotività e un inebriante senso melodico, completano il quadro di un disco destinato probabilmente a diventare un cardine della scena musicale underground degli anni a venire, almeno questo è il nostro augurio…
Cosa dire di più, welcome back guys....
Beppe “HM” Diana
Voto: 5/5


Genere: Pogressive Metal
Anno di pubblicazione: 2019
Etichetta: Underground Symphony


Line up:
Gandolfo Ferro - vocals
Martino Lo Cascio - guitars
Simone Campione - guitars
Massimo Provenzano - bass

Claudio Florio - drums

Contatti: Official Site
Share on Google Plus

About beppediana

    Blogger Comment
    Facebook Comment

0 commenti:

Posta un commento