Ural - Anthropic Genetic Involution
Tecnica, passione, oculatezza compositiva, sembrano essere questi i cardini attorno ai quali ruota la riuscita del nuovo lavoro, il quarto full lenght, degli eporediesi Ural, formazione che, da tempo oramai, si prodiga nell'affinare un versante compositivo oggi più che mai maturo, ricco di
contaminazioni old school, che portano in dote un muro di suoni policromo, caratterizzato da molteplici sfaccettature.
Ed in questi anni d'intensa attività artistica, i nostri di strada ne hanno percorsa, eppure tanta, in mezzo pure un cambio di line up ufficiale, con l'entrata in pianta stabile dell'ascia di Luca Meggi, già in forza agli Axeblade, uno in grado di spostare gli equilibri, e la pubblicazione, dicevamo, di questo ennesimo splendido album, contraddistinto da un carattere vettoriale abbastanza preponderante, che li ha condotti all'interno di un percorso musicale, caratterizzato ancora una volta da un thrash metal tecnicamente ineccepibile, e dal forte retrogusto hardcore di fondo, che ne fa, oggi come oggi, una delle migliori realtà in campo prettamente underground.
Un suono il loro, che cerca di mediare l'irruenza e la arroganza tipica di una componente classica, con quella versatilità di fondo che fa di brani come “Terror eyes” o dell'accoppiata iniziale “Extreme paranoia/Break the fall”, il vertice massimo raggiunto dalla band in questa nuova occasione, anche se il brano più riuscito del lotto, non me ne vogliano i ragazzi della band, è sicuramente la rilettura di un adagio blues, si avete letto bene, del trombettista americano JJ Johnson “Fat black” qui riproposto in maniera geniale, anche se è bene specificarlo, il versante compositivo sul quale si fortifica il lavoro in questione, è e rimane in continua evoluzione.
Poche storie, gli Ural sono dei grandi, fra i pochi della nuova nidiata a presentare le stigmate dei
predestinati, come dimostrano ampiamente le due uscite discografiche ufficiali che li hanno visti
protagonisti, che mettono in netta correlazione una certa maturità compositiva, che va di pari passo con quella presa di coscienza globale di una band motivata e professionale, da sempre pronta per il grande salto di qualità.
Beppe “HM” Diana
Voto: 85/100
Etichetta: Xtreme Music
Genere: Thrash Metal
Anno di pubblicazione: 2026
Line up:
Andrea Calviello – vocals
Alex Gervasoni – guitars
Luca Maggi - guitars
Stefano Cipriano Moliner - bass
Filippo Torno - drums

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