Simone Barcelli - Axeman vita di Maurizio Samori
Ogni amico che si perde è un gradino che si scende, un pezzo di strada che si spegne alle nostre spalle, un frammento di quella vita che credevamo ancora tutta da vivere.
E più gli anni passano, più ci accorgiamo che non stiamo soltanto invecchiando, stiamo imparando a convivere con le assenze, con le voci che non sentiremo più e con i ricordi che, a volte, fanno più male del silenzio.
Dalle luci della ribalta al buio della solitudine.....
Ci sono storie che nessuno avrebbe mai immaginato potessero prendere una direzione tanto dolorosa. Storie che iniziano inseguendo un sogno, alimentate dalla passione e dalla speranza di riuscire a lasciare un segno, per poi smarrirsi lungo sentieri che nessuno, dall'esterno, può davvero comprendere.
Quella di Maurizio Samorì, chitarrista dei Rex Inferi, è una di queste.
Chitarrista forlivese e figura di riferimento dei Rex Inferi, Maurizio Samorì apparteneva a quella generazione di musicisti che, negli anni Ottanta, inseguivano il sogno di conquistare un posto nel mondo dell'heavy metal. Un'epoca in cui bastavano una chitarra, tanta determinazione e una fede incrollabile nella musica per immaginare un futuro straordinario. Ma talento e sacrifici non sempre bastano, e troppe storie dell'underground italiano si sono consumate lontano dai riflettori, lasciando dietro di sé dischi, ricordi e occasioni mancate.
Con Axeman, Simone Barcelli raccoglie testimonianze e ricordi di amici, parenti, discografici e colleghi musicisti, per restituire voce a un artista, ecco l'aggettivo più appropiato, che non merita di essere ricordato soltanto per la sua tragica scomparsa, avvenuta nel gennaio 2025, ma soprattutto per ciò che ha rappresentato sia a livello musicale che umanamente.
Il valore di questo libro risiede proprio nella volontà di recuperare una storia che rischiava di perdersi, riportando alla luce l'uomo che si nascondeva dietro il chitarrista. Perché dietro ogni disco esistono sacrifici, speranze e battaglie personali che il pubblico spesso non conosce.
E allora viene spontaneo chiedersi quante canzoni siano rimaste in attesa, quanti sogni non abbiano mai trovato compimento e quante parole avremmo voluto dire a chi oggi non può più ascoltarle.
Non possiamo cambiare il passato, né restituire a Maurizio il futuro che avrebbe meritato. Possiamo però impedire che il suo nome scompaia nel silenzio.
Perché le chitarre, prima o poi, smettono di suonare. I palchi si svuotano e gli anni portano via persone che credevamo destinate a rimanere per sempre. Ma finché qualcuno continuerà a raccontare la loro storia, una parte di loro resterà viva.
E allora, Maurizio, lascia che sia la memoria a tenere acceso l'amplificatore.....
Beppe "HM" Diana

Perché le chitarre, prima o poi, smettono di suonare. I palchi si svuotano e gli anni portano via persone che credevamo destinate a rimanere per sempre. Ma finché qualcuno continuerà a raccontare la loro storia, una parte di loro resterà viva.
RispondiEliminaE allora, Maurizio, lascia che sia la memoria a tenere acceso l'amplificatore..... esattamente Beppe ....Grazie per le tue Parole dove ci rispecchiamo in molti .