Steel Seal - Fireraiser

 


Enormi sforzi, e non solo compositivi, stanno alla base del quarto sigillo ufficiale degli Steel Seal, formazione capitolina guidata dal chitarrista Marco Valerio Zangani. Il loro heavy/power metal continua a muoversi tra spunti classici, diramazioni hard rock e suggestioni neoclassiche, elementi ormai parte integrante del sound della band capitolina.
Sei anni sono trascorsi dal precedente album, The Lion’s Den, e l’attesa si conclude finalmente con Fireraiser. 
La formula vincente non cambia, infatti ad affiancare il maestro d'ascia troviamo una band solida e coesa, caratterizzata da un dinamismo avvincente, avvalorata  dietro al microfono dalla presenza dell'ugola d'oro di mister Fabio Lione, la cui esperienza internazionale, naturalmente, contribuisce a dare ulteriore spessore alle composizioni.
A dar maggiore risalto ad un album perfetto sotto ogni punto di vista, o quasi, troviamo ancora una volta la presenza del deus ex machina di casa Novembre Giuseppe Orlando che ha co-prodotto, mixato e masterizzato agli Outer Sound Studios di Roma il disco in questione, proprio come aveva fatto con il precedente lavoro in studio. 
Il risultato è un suono potente, definito e dal respiro internazionale, capace però di conservare quella componente vintage che rappresenta uno dei tratti distintivi dei nostri.
Rainbow, Rising Force e Royal Hunt gli accostamenti sono lampanti, ma la vera forza degli Steel Seal, però, sta soprattutto nella capacità di saper scrivere canzoni nelle quali traspare sagacia compositiva, ottime melodie e soluzioni musicali avvincenti, elementi questi che permettono alla band di andare oltre il semplice esercizio di stile. E se è vero Marco Valerio Zangani è indubbiamente un chitarrista virtuoso, il suo merito è soprattutto quello di mettere il proprio talento alla sei corde al completo servizio delle composizioni in primis.
Un disco questo che offre una panoramica completa della loro proposta musicale da Prisoner a Skyraider Down che mostrano il lato più heavy, a Drifter Forever che mette in evidenza l’equilibrio tra melodia ed un eccelso lavoro chitarristico. 
Sad Again aggiunge una vena più malinconica, Under Fire spinge maggiormente su coordinate power metal e In the Name of Gain e Hell Broken Free valorizzano le componenti epiche e neoclassiche.  
Ottima anche la cover del classico dei Warlord Lost and Lonely Days, affidata alla voce di Val Shieldon, una scelta perfettamente coerente con il legame della band con l’heavy metal americano più epico e sontuoso.
Fireraiser conferma quindi un’identità ormai ben definita. Gli Steel Seal fanno convivere heavy metal, hard rock, power e neoclassico con naturalezza, senza stravolgere una formula compositiva ben rodata e vincente.
Dopo sei anni di silenzio, Marco Valerio Zangani e compagni tornano con un album che dimostra come esperienza e passione possano ancora viaggiare sulla stessa strada. Il tempo passa, ma certe passioni, evidentemente, non hanno nessuna intenzione di arrugginire.
Beppe "HM" Diana

Voto: 100/100

Anno di pubblicazione: 2026
Etichetta: Underground Symphony
Genere: Neoclassical Power Metal

Line up:
Fabio Lione - vocals
Marco Valerio Zangani - guitars
Adriano Rossi - keyboards
Roberto Fasciani Bass
Luca Iovieno - drums

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