Beholder - In the temple of tyrant


 Emozionante!!! Già,  se dovessi provare a sintetizzare quello che si cela dietro i solchi di questo primo step discografico dei qui recensiti Beholder, giuro che non riuscirei a trovare altri aggettivi più congeniali, una compagine questa, formata attorno ad un mugolo di musicisti provenienti da formazioni a torto considerate di secondo piano come i progsters Chaos Frame o gli altrettanto validi Shadowdance e Judicator i quali, per il debutto di questa nuova creatura artistica, riescono nel non facile compito di mettere in mostra delle qualità peculiari e di scrittura veramente eccezionali, arrivando a sintetizzare quanto di meglio l’heavy metal di matrice classica abbia saputo offrire fino a questo momento, risultando allo stesso tempo molto credibili.
E questo grazie soprattutto alla loro riuscita mistura di partiture musicali che vanno dalle atmosfere di tipica natura epica, alle dilatazioni armoniche più prettamente doom, fino ad arrivare al confine di un melodic progressive metal , a tratti anche abbastanza articolato, riuscendo a disegnare un ipotetico filo conduttore che dai Memory Garden e Tad Morose prima maniera , arriva ad abbracciare alcune reminiscenze vicine per concezione ai Morgana Lefay del periodo mediano ai quali riescono a dimostrarsi abbastanza affini soprattutto per quel che concerne il livello di songwriting di questi otto splendidi affreschi musicali.  
Grezzo, primitivo, minimalista, si, ma anche dannatamente melodico ed affascinante, ecco quale potrebbe essere il leitmotiv che caratterizza il primo lavoro da studio del quartetto americano in questione, guidato  dalle linee vocali aspre di un John Yelland estremamente enfatico e teatrale, tagliente all'occorrenza, soprattutto per quel che concerne quei brani dotati di un’anima vitale e di un certo rango epico, come ad esempio la splendida “A pale blood sky” magniloquente nel suo incedere sontuoso,  “Into the underdark” sostenuta ed anche vigorosa , sicuramente fra i brani più heavy del lotto, o la struggente “Summoned & Bound” dai ritmi più cupi ed atmosferici.<br><br>
Un disco che, in definitiva, si lascia apprezzare proprio la sua semplicità congenita e per la linearità di un aspetto compositivo ancorato a stilemi musicali che, tutt'oggi, riescono ad emanare un certo fascino arcano, certo, la perfetta quadratura è ancora abbastanza lontana, di strada i nostri ne hanno ancora molta davanti a se, comunque ciò non toglie ai Begholder il merito di essere riusciti a dare forma e sostanza ad un lavoro di debutto veramente niente male che, sicuramente, rappresenta senza ombra di dubbio un buon punto di partenza.
Voto: 4/5

Beppe “HM” Diana

Anno di pubblicazione: 2025
Etichetta : Black Lion Records
Genere: Heavy/Doom metal


Line up:
John Yelland - vocals
Carlos Alvarez - guitar
Matt Hodsdon - guitars
Michael Sanchez - bass
Andrew Julkowski - drums


 

Share on Google Plus

About beppediana

    Blogger Comment
    Facebook Comment

0 comments:

Posta un commento