Dopo cinque anni di attesa, gli Immago Imperii tornano finalmente sulla scena con "Century", il nuovo atteso capitolo discografico della band bolognese in questione. Nove brani in cui l’heavy metal più tradizionale incontra suggestioni epic metal e raffinati cenni neoclassici, dando vita a un sound potente, solenne e profondamente legato alla tradizione del genere.
A guidare questo come back sulle scene è sempre il prode Gwarner, cantante della formazione felsinea in questione, con cui abbiamo parlato della genesi del nuovo arrivato, dei cinque anni trascorsi dall’ultimo album in studio, delle difficoltà incontrate, e della direzione intrapresa dalla band in questo nuovo corso.
Un’occasione per entrare nel mondo degli Immago Imperii e scoprire cosa si nasconde dietro questo nuova fatica da studio, tra passione per l’heavy metal classico, atmosfere epiche e nuove e vecchie influenze musicali.
Intervista a cura di: Beppe "HM" Diana
Ciao Gwarner, iniziamo l'intervista facendo un passo indietro, dopo la pubblicazione di un ottimo lavoro come "A Tale of Darkness and Hope" molti di noi si aspettavano il salto di qualità da parte dalla band, cosa è veramente successo agli Imago Imperii? Perché abbiamo dovuto aspettare cinque anni per avere un vostro nuovo disco?
Ciao Beppe, il mondo dell'underground, pur se stimolante, può essere veramente difficile in alcune situazioni. Dal 2021 al 2023 infatti abbiamo subito diversi cambi di formazione che in alcuni periodi hanno tolto un pò di continuità al nostro lavoro. Il nostro batterista storico Alessio ha lasciato gli Imago pochi mesi dopo l'uscita di "A Tale of Darkness and Hope" e così ha fatto la seconda voce femminile Jeyne Hope. Ciò che però ha più influito è stata la fine definitiva della collaborazione con Joe, nostro tastierista e cofondatore (insieme a me ) degli Imago. Da quel momento abbiamo deciso di non sostituirlo e di snellire il nostro sound dal punto di vista strumentistico. Siamo infatti diventati una classica formazione Heavy senza tastiera. Questi profondi cambiamenti ci hanno portato ai quattro anni e mezzo trascorsi prima dell'uscita di "Century"...
Capisco, quindi pensi che “Century” sia la votra opera più completa realizzata fino a questo momento, o credi che ci siano alcuni aspetti che, in seconda battuta, sarebbero potuti riuscire meglio?
Penso che sia la più completa per il periodo e il tipo di formazione che l'ha composta. Certo senza orchestrazioni non potevamo ricreare certe sonorità più pompose o classiche, ma credo comunque che questo sia un grande album e mi piace pensare che, se fosse uscito in periodi migliori per il Metal, come ad esempio i "mitici" anni 80, avrebbe avuto grande fortuna e sarebbe stato collocato fra i grandi album del nostro genere. Chissà, magari sono solo fantasie, ma sognare non costa niente...
Il vostro è il classico album che non stanca mai, nonostante i ripetuti ascolti si riescono a captare e a scoprire diverse atmosfere che lo rendono sempre affascinante, questo mi fa comprendere che gli Imago Imperii del nuovo corso sono diventati una macchina perfetta....
Intanto sono molto contento di questa tua considerazione Beppe. Comunque era un pò quello che ti stavo dicendo prima. Credo che la semplificazione della formazione abbia portato anche ad una maggiore immediatezza dei brani. Inoltre nel lavoro precedente, forse per le tematiche trattate (l'Inquisizione), erano presenti brani ed atmosfere piuttosto tetre, qua un pò messe da parte o comunque minoritarie rispetto a brani un pò più solari, termine va preso molto con le molle...
So che è difficile per te doverlo ammettere, ma quali sono le differenze più evidenti rispetto ai primi tre album pubblicati fino a questo momento? Pensi che la band sia cresciuta nell'ultimo lustro?
Le differenze coi lavori precedenti come dici tu sono evidenti essendo Century un lavoro molto più "old school".
La band comunquere, per rispondere alla tua domanda, è cresciuta nella sua compattezza. Allo stato attuale noi quattro, abbiamo visioni ed un background comune. Siamo molto allineati sulle nostre influenze, sulla composizione e sugli obiettivi della band. Ciò è tutt'altro che scontato. Coi precedenti elementi, anche se non ci sono mai stati clamorosi litigi (e anzi, alcuni li colloco sicuramente tra le mie amicizie personali), non sempre le visioni erano comuni, o meglio, sono iniziate a divergere col tempo. Ora è tutto diverso e Matteo, il nuovo batterista, ci ha molto aiutato compattandoci.
Nove composizioni che mostrano una forte personalità, un interessante mix di alcune partiture di epic metal, elementi neoclassici e un approccio tradizionale, qual'è per voi la vera essenza della band, il versante heavy o quello melodico/regale?
Diciamocelo chiaramente: siamo tutti e quattro dei grandi appassionati dell'Heavy classico. Era quasi scontato che dopo questa scelta a livello di formazione, cioè l'abbandono del tastierista Joe, si tornasse a certi tipi di sonorità che tutti e quattro amiamo. Ciò non toglie che il nostro Luke (chitarrista) sia da sempre influenzato dalle sonorità barocche, classiche e neoclassiche. Questo punto di continuità col passato degli Imago arricchisce il nostro suono e continuerà a farlo anche in futuro.
L'heavy metal è un genere musicale che vive attorno ad alcuni schemi compositivi che sono vecchi come il mondo, ma nonostante tutto continua a raccogliere sempre più appassionati, come te lo spieghi?
Secondo me i motivi sono principalmente due.
Il primo è la capacità di stare al passo coi tempi da cui deriva grande la varietà degli stili e dei modi di interpretare il Metal. Il Metal nel corso dei decenni ha saputo reinventarsi ed adeguarsi alla società e alle nuove tendenze. Personalmente non apprezzo tutti i generi e tutti gli stili nel mondo del metal, ma diciamo che le band valide non mancano anche nei generi a me più ostici come ad esempio il Nu Metal o il Black Metal. Questo significa che ci sono grandi vitalità e rinnovamento, anche se ultimamente le nuove leve non mi esaltano particolarmente...
Il secondo motivo deriva dal fatto che il Metal interpreta e descrive sentimenti e paure ancestrali per l'umanità, come la morte, l'infinito, l'amore e la sessualità. Mi viene in mente una battuta dal film "Il Settimo Sigillo" dove un pittore dice che "...un teschio spesso interessa di più di una donna nuda...". Ecco, il Metal nel suo immaginario ha sia il teschio che la donna nuda, ahahaha
L'anno scorso nel vecchio continente le vendite del vinile sono state maggiori di quelle del dischetto ottico per antonoasia, pensi che questa sia una cosa positiva per la musica, o il ritorno del vinile è stato reso possibile solo perchè è diventato un trend ?
Mi pare che le vendite dei vinili siano in aumento da una quindicina d'anni.
Io che sono stato ventenne sul finire degli anni '90 invece, continuo a collezionare cd, ma al di là del formato, sono tutte le vendite degli album in formato fisico ad essere in forte crisi da vent'anni. Si parla ogni tanto di qualche timida ripresa, ma parliamo sempre di numeri bassi o relativi. Invece è lo streaming a farla da padrone. Non è un caso che si parli, come in altri contesti, di "musica liquida". Chi ha vent'anni adesso raramente ascolta album interi e tantomeno li compra in cd o vinile (con molte lodevoli eccezioni, intendiamoci). Ci si fa inceve trasportare dalle playlist o dai singoli proposti nelle varie piattaforme. Il fatto che tutto sia ormai immediatamente disponibile, rende spesso l'ascolto privo di quella importanza e quella magia che c'è invece con l'ascolto di musica su formato fisico...
Arrivati ad una certa età si suona più per passione che per altro, un hobby abbastanza dispendioso se si pensa ai costi di produzione ed ai sacrifici profusi, mi piacerebbe sapere se, come si dice in questi casi, il gioco vale la candela, e non parlo di ritorni economici ma dell’essere pienamente soddisfatti e del pensare che “ne è valsa veramente la pena”....
Come ti dicevo ad inizio intervista, devo ammettere che gli ultimi anni non sono stati facili, visto che sono stati segnati dall'uscita di elementi dal gruppo, cambi di formazione e alcuni momenti di ferma dell'attività live. Personalmente però ho sempre cercato di guardare avanti e i miei motti sono sempre stati "la speranza è l'ultima a morire" e "mai dire mai". Io non mi do per vinto. Nonostante tutto viviamo in un mondo, quello del Metal, dove attualmente vale forse più l'esperienza che essere il giovane allo sbaraglio, quindi chissà che non possa prima o poi arrivare qualche bella sorpresa, nonostante non siamo più di primo pelo. Questo per dirti che io e i ragazzi la voglia di portare avanti il progetto la abbiamo eccome...
Domanda classica prima della fine, quali sono i vostri progetti attuali e le prospettive future per i Imago Imperii?
Direi che siamo già proiettati verso il futuro...
Voglio dire poche cose e rimanere vagamente sul vago per incuriosirvi.
Dall'autunno inizieremo a lavorare con calma ad un nuovo capitolo degli Imago Imperii.
Potremo ritornare ad un concept album sul medioevo italiano e quindi riprendere anche qualcosa dal nostro passato, forse inserire parti sinfoniche nel nuovo album, aprendo ad eventuali collaborazioni esterne. Speriamo, nel nostro piccolo, di stupirvi...
Ok, siamo veramente alla fine, ti lascio carta bianca per le tue considerazioni finali.
Saluto tutti i lettori di Forging Steel a nome degli Imago Imperii e consiglio a tutti di dare una chance a Century, che forse non sarà innovativo, ma vi stupirà comunque per le sua forza, le sue melodie e la sua convinzione!

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