Seven Metal Sins - Legacy of chaos

 


Old dogs, new tricks. I Seven Metal Sins sono un nome relativamente nuovo sulla scena heavy rock francese, ma chiamarli semplicemente “giovani promesse” sarebbe decisamente riduttivo. Dietro la freschezza della formazione transalpina e un songwriting che mostra fin da subito muscoli e personalità, si nasconde infatti un gruppo di musicisti con parecchi chilometri macinati sui palchi d’oltralpe e collaborazioni di peso alle spalle.
Il curriculum parla chiaro: Arsenic e Magnigance fanno parte del percorso artistico del bassista Stéphane Lacoude, mentre il batterista Patrick Soria può vantare un passato nei ranghi degli storici Killers. A completare il quadro, una band solida e compatta guidata dalla voce di Claw-G, autentica punta di diamante della formazione.
Esperienze che non sembrano affatto appartenere a un capitolo chiuso, ma che costituiscono, al contrario, il terreno fertile sul quale i nostri stanno costruendo la propria identità. Una formazione capace dunque di mettere insieme la concretezza dell’esperienza con l’energia di una band che ha ancora parecchio da dimostrare, trasformando anni di palco, sudore e mestiere in nuova linfa vitale per edificare un heavy metal solido e compatto, che procede veloce e spedito come un panzer.
E non è un caso, perché è proprio la scena classic heavy metal teutonica a rappresentare una delle principali fonti d’ispirazione dei nostri. Undici brani che guardano senza esitazioni alla grande scuola degli anni Ottanta e al power metal più genuino, recuperandone tanto la componente primigenia quanto quella più istintiva e adrenalinica.
Accept, Primal Fear e, più in generale, quella tradizione germanica che ha fatto della pesantezza del riff e della precisione chirurgica della sezione ritmica una vera e propria religione sono riferimenti piuttosto evidenti. Il pregio dei cinque, però, sta soprattutto nel non limitarsi a riproporre schemi già sentiti mille volte, cercando di rendere personale — avete letto bene — un songwriting straripante, costruito su partiture che privilegiano dinamismo e impatto senza rinunciare a qualche soluzione melodica più articolata. Ne emerge un’identità ancora in fase di definizione, ma tutt’altro che priva di direzione.
Riff pesanti come incudini, ritornelli che si stampano in testa al primo ascolto e quella sana attitudine a suonare questa musica senza compromessi: diretta, viscerale, muscolare. Una formula che nel metal non dovrebbe mai passare di moda. Perché non servono nuovi linguaggi quando si hanno dalla propria parte gli ingredienti fondamentali dell’heavy tradizionale, usati con mestiere e serviti con una convinzione che vale molto più di tanti inutili esercizi di modernismo.
HM duro e puro sparato in pieno volto senza compromessi, prendere o lasciare!!!
Voto: 85/100

Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 2026
Genere: Heavy Metal
Etichett: Rockshots Records

Line up:
Claw-G - vocals 
Frédéric Auclerc - guitars 
Antton Iriart - guitars
Stéphane Lacoude - bass 
Patrick Soria - drums

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